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Casillas, dopo l’infarto difficile la ripresa dell’attività agonistica

Il parere del cardiologo Claudio Tondo (Monzino): «Ma se lo stent è stato applicato subito le possibilità di tornare alla routine quotidiana sono vicine al 100 per cento».

Operato dopo l’infarto acuto al miocardio (gli è stato applicato uno stent coronarico per l’ostruzione dell’arteria coronaria destra), il portiere del Porto Iker Casillas, che non è in pericolo di vita, rimarrà ricoverato qualche giorno nell’Ospedale CUF della città portoghese. Si sa che potrà tornare a una vita normale con la compagna Sara e i loro due bambini, ma ci sono molti dubbi sul fatto che possa continuare a giocare. Dallo staff medico del Porto filtra che dovrà rimanere fermo per almeno tre mesi e poi si vedrà: adesso è troppo presto per pronunciarsi.

«Non potrà giocare a calcio»

Il campione del mondo ed ex capitano della nazionale spagnola ha un contratto fino al 2020 (con opzione per un’altra stagione) ma tutto ciò, secondo quanto scrive il quotidiano portoghese A Bola, «verrà analizzato in un secondo momento». Adesso sono prioritarie le sue condizioni di salute, e conforta il fatto che «come uomo, tornerà perfettamente ristabilito», frase del medico del Porto Nelson Puga riportata dal giornale. Ma mentre dal Porto si dicono fiduciosi sul suo ritorno in campo, non è ottimista il cardiologo spagnolo, ed ex giocatore del Real Madrid di basket, Juan Antonio Corbalan, secondo il quale Casillas non potrà tornare in campo. «Non si può giocare a calcio con uno stent coronarico – ha detto Corbalan a TVE – e soprattutto non può farlo un portiere. Iker tornerà a fare una vita normale, ma non sarà più uno sportivo professionista».

Eventi difficili da prevedere

«Negli sportivi professionisti come nelle persone comuni non può esserci mai la certezza assoluta che non si manifestino problemi al cuore – ha detto all’agenzia Lapresse Claudio Tondo, responsabile del centro di cardiologia dello sport e dell’unità di Aritmologia dell’Irccs Centro cardiologico Monzino di Milano -. Anche chi svolge attività fisiche regolarmente e chi fa maratone può andare incontro a patologie coronariche come quella di Casillas, che sono difficili da prevedere perché anche gli approfonditi test cardiaci a cui gli sportivi sono sottoposti possono non metterle in evidenza. Eventi come il suo si possono verificare, così come le morti improvvise sui campi da gioco anche quando si è ben seguiti sotto l’aspetto medico. Nel caso specifico del portiere del Porto, non sappiamo se segua una dieta troppo grassa né se fumi né se abbia familiari che hanno avuto gli stessi disturbi, fattori che favoriscono problemi cardiaci».

Ripresa dell’attività agonistica

Ci sono possibilità che Casillas riprenda l’attività agonistica? «Dipende dall’entità dell’infarto – sottolinea Tondo -. Se all’arteria interessata dal restringimento è stato applicato lo stent nel giro di poche ore, allora le possibilità di ripresa delle normali attività quotidiane sono piuttosto alte, vicine al 100%. La ripresa dell’attività agonistica, invece, sarà più difficile».

Fonte: www.corriere.it

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